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I LEGNI DEI BARILI
| La
scelta del legno idoneo col quale costituire la propria acetaia è elemento
fondamentale nella personalizzazione della stessa nonché occasione per
decidere a priori quale carattere avrà il prodotto che andremo a creare.
La pratica pluricentenaria ha fatto si che non tutti i legni adatti per la costruzione
di contenitori lo siano altrettanto per contenere e favorire i processi legati
al balsamico. Legni importanti come ad esempio il noce sono esclusi dal novero
di quelli utilizzabili mentre altri apparentemente più umili assurgono
a valore per il bottaio del balsamico. Losservazione e sperimentazione da
parte di numerose generazioni di questi preziosi artigiani, un tempo molto diffusi
a causa del vasto impiego di recipienti in legno, ha permesso di individuare con
certezza i pregi e i difetti, se ce ne sono, delle essenze arboree con le quali
si costruiscono i barili da balsamico. |
| | Il
Castagno, dolce, malleabile eppure di buona tenuta, capace col suo tannino
di trasmettere allaceto lintensità scura del colore. Bianco
appena lavorato, acquista col tempo sfumature via via più scure tipiche.
Complessa e non sempre regolarissima la venatura, rimane tra i legni più
apprezzati. | | Il
Castagno è tipico della zona medio alta dellAppennino. Albero
di ragguardevoli dimensioni e longevo è stato per secoli sostentamento
nelle esigue risorse della montagna. Il suo legno malleabile e di buona durata
è molto utilizzato nella costruzione dei barili. |
| | La
Robinia, legno duro forte e compatto. Adatto per ultra secolare utilizzo dal
momento che garantisce tenuta pressochè perfetta. Di colore giallo paglierino
tendente ad ambrarsi con gli anni. Dal punto di vista del balsamico apporta un
contributo notevole in acidità favorendo quindi lacetificazione.
| | La
Robinia pseudo Acacia forma macchie nelle vicinanze di corsi dacqua
e si distingue per la sua corteccia scolpita. È una leguminosa diffusa
spontaneamente lungo gli argini e in collina, dal legno molto pesante di estrema
durata. Di Acacia era composta lArca dellAlleanza. |
| | Il
Ciliegio, raffinato, dal fine aroma damarena. È un legno di buona
lavorazione, pregiato e molto bello nella sua rosea colorazione. Molti produttori
hanno o stanno attivando batterie monocromatiche composte con questa essenza,
dal momento che si è appurato che il balsamico trae particolare e inconfondibile
giovamento aromatico da questo connubio. |
Vasti appezzamenti coltivati a Ciliegio; nella zona di Vignola a ridosso
della cittadina di Spilamberto, culla del balsamico, sorgono proprio nellinnesto
della pianura sulle incipienti colline modenesi. È un albero di medie dimensioni,
supera difficilmente i 15 metri daltezza, e a causa della sua idiosincrasia
per le potature è generalmente allevato in forma pressochè spontanea
a vaso aperto. Così il formidabile colpo docchio nei mesi della fioritura
raduna numerosi visitatori i quali convergono da ogni dove per assicurarsi questo
spettacolo avvincente e insolito. |
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| Il
Ginepro Delizia e Croce dellacetaia. Dispute anche edotte si sono susseguite
sul suo utilizzo secondo la tradizione, poiché se da un lato laroma
inconfondibile conferisce allaceto una caratteristica spiccata e immediata,
daltro canto non sempre è auspicabile la sua invadenza
dal momento che si tende a preferire apporti dei vari legni, più neutri,
così da avere una incidenza meno evidente sul prodotto. Resta comunque
uno dei legni più ricercati in acetaia anche per il semplice fatto che
non è facile attualmente reperirlo essendo del tutto scomparse pezzature
utili di questo sempreverde almeno nelle zone appenniniche emiliane nelle quali
nei secoli scorsi invece ci si approvvigionava senza problemi . chi ha un barile
di ginepro solitamente lo custodisce con molta cura. |
| Il
Ginepro è un sempreverde non di grandissime dimensioni, spontaneo in
tante zone appenniniche è ultimamente di difficile reperibilità
a causa dellesiguità del numero e dellinsufficiente grandezza
degli esemplari rimasti. Legno resinoso e di lunghissima durata gode di alta reputazione
in acetaia. |
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| Il
Frassino, pesante compatto dalla dura fibra. È un legno neutro in quanto
non trasmette allaceto balsamico alcun tannino essendone sprovvisto. Infatti
il suo colore bianco dalla venatura elegante favorisce anchesso lacidità
senza alterare in alcun modo il colore. | | Il
Frassino è unessenza arborea da sempre parte integrante delle
antiche zone boschive delle province del balsamico. Albero di crescita energica
può raggiungere dimensioni notevoli, il suo legno bianchissimo è
molto utilizzato in falegnameria e per questo incoraggiato. Nelliconografia
locale è spesso presente a testimonianza della sua presenza endemica, affreschi
tele e quadri del passato nonché in araldica. |
| | Il
Gelso, molto presente in passato essendo spesso utilizzato nelle piantate,
i filari posti al limitare delle proprietà agricole. La scelta su questo
albero era favorita dallattività di allevamento dei bachi da seta
che costituivano una forma di integrazione del magro bilancio familiare del contadino.
Scomparsa questa lavorazione già prima della seconda guerra mondiale, il
gelso è rimasto comunque in acetaia poiché con la sua porosità
dovuta ai larghi cerchi primaverili, favorisce una veloce concentrazione del balsamico.
Giallo intenso appena tagliato, si ossida con rapidità acquistando un colore
rossastro scuro. Legno tenero e ben lavorabile. | | Il
Gelso, albero di medie dimensioni piantumato intensivamente nell800
per il diffondersi delleconomia del baco da seta nelle nostre zone. Per
arrotondare il magro bilancio domestico le donne di casa andavano alla foglia
ossia si procuravano le foglie di questalbero con le quali nutrivano negli
appositi contenitori le preziose larve. Legno poroso dagli ampi cerchi primaverili,
le foglie vagamente richiamanti la vite, sono facilmente attaccate da insetti
e virosi. |
|
| Il
Rovere, il legno da barile per eccellenza. La sua fibra compatta e duratura
unita al suo bel colore nocciola costituiscono, assieme alla lunga durata e alla
non invadenza degli aromi, i migliori e desiderabili requisiti per accogliere
laceto balsamico più maturo. È in genere utile in qualsiasi
posizione della batteria. Le barriques sono anchesse in quercia. |
La Quercia è da sempre considerato lalbero per eccellenza. Nella
nostra zona anche la toponomastica, un esempio la località di Rovereto
di Modena, rileva che un tempo dovevano esserci boschi estesi di questa essenza.
Le varietà più frequenti sono la Farnia, sorta di quercia delle
zone umide, albero maestoso può raggiungere i 30 metri daltezza molto
longevo, il Rovere detto robur per le sue qualità di resistenza,
più esteso in collina, così come la Roverella che, a scapito del
nome, raggiunge dimensioni anchessa ragguardevoli. |
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